Cose da sapere

Decesso in abitazione: possibili scenari e informazioni che devi sapere

decesso in casa

Decesso in abitazione: si può tenere il defunto a casa? Si può portare in un altro luogo per il periodo di osservazione? Con quali costi?

Attenzione: se hai trovato questo articolo perché è appena venuto a mancare un tuo congiunto e stai cercando di capire come comportarti, ti rimando a questo articolo .

Se invece vuoi solo informarti oppure hai ricevuto una richiesta di pagamento da parte del comune per il servizio obitoriale, prenditi un minuto per leggere l’articolo che troverai di seguito.

In questi giorni a molte persone sono arrivate lettere di richiesta di pagamento di 305 euro per il servizio obitoriale e siamo stati contattati da alcune di queste persone chiedendoci il motivo di tale richiesta.

Ho deciso di pubblicare questa risposta a un commento sotto ad un altro articolo, in modo che sia più facile da trovare per chi cerca questo genere di informazioni.

Alcune di queste lettere sono arrivate a molti mesi di distanza dalla data del decesso della persona che è stata trasferita nell’obitorio dell’Ospedale Civile.

A suo tempo avevamo avvertito i famigliari che avrebbero dovuto pagare questi 305 euro.

Purtroppo nella confusione del momento e per le tantissime altre vicissitudini che hanno dovuto affrontare dopo il decesso (e per cui abbiamo preparato un’apposita Guida delle Adempienze post-morte che puoi richiedere gratuitamente), alcuni in questi mesi hanno dimenticato questo onere da corrispondere e sono rimasti sorpresi da questa tardiva richiesta da parte del Comune.

Per evitare ulteriori disagi a color che si rivolgono a noi per organizzare il funerale, ci stiamo attivando per far rientrare questo onere nelle anticipazioni che normalmente svolgiamo per conto dei nostri clienti (dell’utilità di questo servizio e del motivo per cui quasi nessuna azienda lo fa ne ho parlato QUI).

Purtroppo finora non è stato possibile anticipare questo costo proprio per via dei tempi così lunghi perché da un punto di vista contabile è troppo complesso gestire l’anticipazione di una spesa che arriva in ritardo di 2 anni.

Abbiamo però trovato una soluzione alternativa: possiamo eseguire immediatamente il pagamento direttamente all’Ospedale, senza aspettare che la fattura venga mandata al Comune e poi che il Comune si rivalga sul cittadino.

Leggendo di seguito troverai spiegate le varie opzioni che si posso mettere in pratica nel caso di decesso di una persona in abitazione e i casi in cui bisogna corrispondere questi 305 euro.

Ho ricevuto tempo fa questa domanda sotto ad un articolo del blog:

“Ciao Andrea, avrei bisogno di fare chiarezza su alcuni aspetti.

Se il decesso avviene presso la propria abitazione e la camera mortuaria del cimitero è inagibile, la collocazione della salma nell’obitorio dell’ospedale comporta costi aggiuntivi? Inoltre, è ancora possibile allestire la camera ardente in abitazione privata?

Ti ringrazio da subito.

Arrivederci, C.”

Ho risposto subito al commento dando le informazioni che troverai di seguito:

“Ciao,

se il decesso avviene in abitazione è possibile allestire lì la camera ardente.

Naturalmente le condizioni dell’abitazione e del corpo devono essere tali da non causare problemi di natura sanitaria.

Nel caso le circostanze non consentano di tenere il defunto in abitazione, si rende necessario il trasporto all’obitorio (l’unico agibile nella nostra zona è quello dell’Ospedale Civile).

Se il trasferimento all’ospedale viene ordinato da un medico per motivi sanitari o dall’autorità giudiziaria per effettuare delle indagini, l’Ospedale manderà da pagare 305 euro al Comune di residenza del defunto e il Comune pagherà tale somma.

Se invece il trasferimento avviene su richiesta dei famigliari, allora il Comune si rivarrà sulla famiglia, che dovrà rimborsare i 305 euro al Comune.

Purtroppo la legge dice che ogni Comune dovrebbe avere una camera mortuaria agibile e che quando non ce l’ha si può appoggiare ad una struttura sanitaria, ma non specifica che questo servizio deve essere gratuito…

Riassumendo: il Comune non ha uno spazio proprio e quindi bisogna usare quello dell’Ospedale.

L’Ospedale manda da pagare 305 euro al Comune.

Se il trasferimento è dovuto a circostanze sanitarie o legali, paga il comune.

Se il trasferimento è avvenuto su richiesta della famiglia perché per motivi propri non vuole tenere la salma in abitazione, paga la famiglia.

Se il decesso avviene a casa e le condizioni lo consentono la famiglia può tenere in abitazione il defunto.

Se il decesso avviene in Ospedale o in altro luogo e non ci sono limitazioni sanitarie o dall’autorità giudiziaria, la salma può essere portata nella propria residenza per la veglia funebre.

Ad esempio quando è venuta a mancare mia nonna in Ospedale abbiamo preferito portarla a casa sua.

Oppure mi è capitato di una persona che ha avuto un arresto cardiaco a casa di un amico, una volta accertato che la morte era dovuta a cause naturali, è stato possibile trasferirlo nella propria abitazione, dove abbiamo allestito la camera ardente per la veglia.

Ovviamente sia la vestizione e l’allestimento della camera ardente in abitazione, sia il trasferimento della salma da un luogo ad un altro, vanno eseguiti da un imprese funebre, a cui dovrai corrispondere il dovuto in base al loro tariffario per questo genere di prestazioni.

Spero di essere stato chiaro ed esaustivo.

Rimango a disposizione per ulteriori informazioni e ti saluto.”

Se anche tu hai qualche genere di richiesta, non esitare a contattarmi.

Scrivimi qui sotto nei commenti oppure in privato alla mail info@ciprianileonoranze.com

Magari la risposta alla tua domanda può rivelarsi utile a molte altre persone!

Al prossimo articolo.

Andrea

 

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