Antitruffa

Lo scandalo di Chioggia: vi spiego cos’è successo

Un ragazzo è stato sepolto nudo in un sacco di nylon: vi spiego in modo semplice lo scandalo di Chioggia.

È uscita questa notizia riguardo un’esumazione in cui è stato trovato il corpo di un ragazzo di 18 anni nudo e non mineralizzato:

http://www.polesine24.it/home/2018/12/05/news/18enne-sepolto-in-un-sacco-di-plastica-i-genitori-lo-scoprono-dopo-12-anni-34280/

Leggendo i commenti su Facebook ho capito che c’è molta confusione anche riguardo alle pratiche più elementari che seguono la dipartita di una persona, proprio il genere di confusione che molti impresari non vedono l’ora di sfruttare per imbrogliare i dolenti e farsi pagare a caro prezzo lavori male eseguiti o addirittura NON eseguiti.

Ho letto domande ed esclamazioni del tipo “ma come hanno fatto a non accorgersene?” oppure “ma non hanno visto?” o ancora “ma come in un sacco di nylon? E la cassa?”

Siccome la maggior parte delle persone non vuol sentir parlare di morte e di tutto ciò che riguarda questo inevitabile avvenimento, quando vengono alla luce fatti scandalosi come questi non si conoscono le procedure che riguardano la sistemazione per la sepoltura di un defunto e quindi non ci si capacita di come possono accadere fatti incresciosi come quelli narrati nell’articolo.

Eppure accadono, e questa volta lo scandalo è stato scoperto, ma sono assolutamente sicuro che comportamenti del genere sono stati messi in atto molte volte da vari impresari semplicemente perché “tanto non vede nessuno” o “tanto nessuno controlla”.

Questa ignoranza (non sto offendendo nessuno, semplicemente se uno non sa come funziona vuol dire che ignora questo genere di informazioni, come io sono ignorante ad esempio in letteratura bulgara o in malattie infettive tropicali) porta a due situazioni:

La prima è che tanti dicono la loro opinione giusto per dire qualcosa, fornendo informazioni sbagliate, perché hanno sentito dire dal cugino al bar che quando è morto il nonno hanno fatto in un modo e allora vuol dire che si fa così oppure perché hanno visto che le salme si sistemano in un certo modo in un film di serie B ambientato in Nebraska, dove le procedure sono totalmente diverse dalle nostre e il film non è per nulla attendibile.

Questo fenomeno purtroppo è piuttosto esteso sui social network e riguarda qualsiasi ambito, dal calcio alla politica, alla salute, ecc.

Basterebbe solo fare una ricerca su Google per informarsi prima di scrivere cavolate per sentito dire, molti però non lo fanno e parlano (o scrivono sui Social) a sproposito, generando confusione.

La seconda situazione che si crea è che alcuni impresari funebri approfittano di questa ignoranza e confusione, imbrogliando le persone, e questo è uno dei motivi perché scrivo in questo blog.

Quindi mi fa molto piacere se stai leggendo questo articolo, significa che hai preso coscienza della tua ignoranza e hai deciso di capirne un po’ di più, effettuando una ricerca o essendoti imbattuto casualmente in questo articolo.

In questo articolo, per quelli come te che preferiscono dedicare 2 minuti ad informarsi piuttosto che parlare a sproposito, spiegherò nel modo più semplice possibile quali sono le prassi elementari per trattare un cadavere dal momento del decesso fino alla sepoltura (o cremazione).

Per me che sono del mestiere sono cose elementari e, ti dico la verità, probabilmente le ho date per scontate.

Invece mi rendo conto che solo chi fa il mio mestiere (o mestieri affini, tipo addetto dell’obitorio o del cimitero) o chi ha da poco subìto un lutto e le ha vissute in prima persona sa cosa accade dopo che una persona viene a mancare.

Dal punto di vista burocratico:

Cominciamo dall’inizio, quindi dalla morte della persona.

Come lo stabiliamo?

Certamente esistono casi di persone in stato vegetativo o in coma profondo in cui il dibattito è tuttora aperto su fin dove si può considerare vita e da che punto invece dobbiamo considerarle decedute.

Questi sono casi particolari che tirano in ballo questioni etiche, mediche e religiose che meriterebbero infiniti approfondimenti, ma non complichiamo le cose e rimaniamo nel campo della normalità.

Quando possiamo dire che una persona è venuta a mancare?

Quando un medico dichiara il decesso e compila la relativa constatazione di decesso.

Finché un medico non accerta la morte, non la possiamo ufficialmente definire come tale.

Da quel momento in poi parte tutto l’iter burocratico, logistico ed organizzativo per la sistemazione del corpo, le relative esequie e per il trasporto.

Il medico curante (quindi se uno muore a casa o in un incidente il medico che lo aveva in cura è il suo medico di base, se invece era ricoverato in una struttura sanitaria è il medico che lo aveva in cura a doversene occupare) deve compilare il modulo ISTAT, che serve appunto all’Istituto Nazionale di Statistica per monitorare cause del decesso, diffusione delle malattie, etc

Serve solamente ai fini statistici, ma è comunque obbligatorio.

Un ulteriore medico, definito “necroscopo”, effettua una ulteriore visita (in Veneto la legge regionale stabilisce che avviene fra le 8 e le 30 ore successive alla costatazione del decesso) per accertare la morte (quindi per scongiurare casi di morte apparente) e per rilevare eventuali segni di violenza o avvelenamento, che porterebbero ad aprire un’indagine per omicidio.

In alcune ASL pretendono che la vestizione della salma avvenga dopo la visita necroscopica, appunto per evitare che chi effettua la vestizione manometta il corpo, nascondendo involontariamente segni di reato.

Questo significa dover aspettare a volte parecchie ore prima di poter effettuare la vestizione, rendendola difficile o problematica.

In altre ASL invece la visita viene fatta indifferentemente prima o dopo la vestizione e il medico necroscopo si può riservare di far spogliare la salma se lo ritiene necessario per poter verificare appunto eventuali anomalie.

Questi tre documenti, costatazione di decesso, modulo ISTAT e certificato necroscopico, vengono portati in Comune, così lo Stato Civile può autorizzare trasporto e sepoltura.

Nel caso della cremazione serve anche l’esclusione di reato, cioè una dichiarazione del medico necroscopo che la salma può essere cremata perché non c’è motivo di conservarla per eventuali indagini future.

Per la cremazione serve anche un documento (testamento o iscrizione alla Socrem o dichiarazione degli eredi) dove viene manifestata la volontà di cremazione da parte del defunto.

Questo è l’iter burocratico, con i documenti che servono e come vengono prodotti.

Giusto per evitare di confondere i vari documenti, ti nomino anche il Certificato di Morte: dopo che il Comune ha ricevuto i 3 documenti che ti ho appena elencato (4 quando c’è l’esclusione di reato per autorizzare la cremazione) registra l’atto di morte e può produrre il Certificato di Morte, che serve ad esempio per bloccare il conto in banca o per ottenere il permesso di lavoro per lutto (ne ho parlato in maniera approfondita QUI).

Quindi, mentre i tre documenti che servono al Comune vengono prodotti ognuno da un medico e non servono alla famiglia, il Certificato di Morte viene prodotto dal comune e serve ai congiunti per alcune delle adempienze burocratiche da affrontare dopo la scomparsa di una persona.

Vista la mole sempre più importante di adempienze da sbrigare abbiamo prodotto una guida da donare a tutte le famiglie che si rivolgono a noi.

Guida alle adempienze burocratiche post decesso

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ne vuoi una?

Per un discorso legato ad economie di scala e al costo di impianto e di impostazione dei macchinari per la stampa, più copie ne mandi in produzione e meno ogni copia ti costa e, ti sembrerà incredibile, ma ad un certo punto produrre 500 copie ha lo stesso costo che produrne 600, per questo ne ho fatte produrre in più e posso permettermi di regalare questa Guida a chiunque ne voglia una, basta richiederla QUI.

Ma torniamo all’argomento di questo articolo, cioè a cosa succede dopo la dipartita di una persona.

Da un punto di vista organizzativo:

È obbligatorio usare una cassa in legno (non cartone, non compensato, non plastica, bensì legno massiccio!), che può essere pregiato o di infima qualità, ma comunque deve essere legno massiccio.

Nel caso la salma venga tumulata (cioè messa in un loculo o “colombaro” come viene chiamato in alcune zone) è obbligatoria anche una cassa interna in zinco con relativa valvola (nonostante ci sia ancora qualche furbo che per risparmiare 10 euro non la usa).

Nel caso invece della sepoltura nel terreno o della cremazione invece si usa solo la cassa di legno, che non essendo a tenuta stagna, sarebbe bene usare all’interno speciali materassini assorbiliquidi o sacchi contenitivi biodegradabili, per evitare fuoriuscite di liquidi durante il trasporto o la sosta religiosa o in cimitero se la sepoltura o la cremazione non avvengono immediatamente.

Anche qui i furbi che non usano questi dispositivi per risparmiare 10 euro del materassino sono molti più di quelli che pensi…

hai presente la domanda che ti viene quando vedi certe offerte da discount “ma come fanno quelli a proporre funerali a 1300 euro?”

A parte che poi non sono MAI realmente 1.300 euro, perché c’è sempre qualcosa di non compreso che fa lievitare il prezzo, in ogni caso risparmiano su tutto ciò su cui si può risparmiare, quindi la valvola o è molto scadente o addirittura assente, il materassino assorbiliquidi non viene messo, la cassa è di scarsissima qualità estetica e costruttiva, e così via, tanto poi se qualcosa va storto i problemi rimangono ai congiunti e la risposta è sempre la stessa: “con quei soldi lì, cosa pretendevate?”.

(Ma chiudiamo questa parentesi e torniamo all’argomento di questo articolo).

La preparazione dell’interno della cassa con imbottiture e cuscini non è obbligatoria, è solamente una questione di dignità e rispetto.

Ci sono stati casi in cui per disinteresse da parte dei parenti o da parte delle istituzioni, visto che a nessuno fregava nulla che quella persona venisse sepolta in modo dignitoso, il corpo è stato buttato dentro alla cassa direttamente sul legno, senza imbottitura o cuscini e senza che avvenisse la vestizione.

Si, hai letto bene, a volte sono proprio le istituzioni, che dovrebbero dare l’esempio, a disinteressarsi del rispetto delle regole e della dignità dei defunti, basta guardare le condizioni pietose in cui sono ridotti molti cimiteri o leggere articoli come questi:

http://www.ilroma.net/news/cronaca/%C2%ABcomune-di-napoli-bare-non-norma-sembrano-cassapanche%C2%BB

Ci sono altri casi in cui la vestizione per via delle condizioni del corpo non è stato possibile effettuarla e i motivi, come puoi immaginare, sono troppo macabri e non vale la pena spiegarli.

Ci sono infine i casi (come quello della notizia) in cui l’impresa per pigrizia o per risparmiare racconta cavolate alla famiglia e afferma di aver effettuato la vestizione e di aver usato tutti i dispositivi sia per evitare sversamenti di liquidi sia per onorare la salma, quando invece non è così.

Visto che dall’articolo non è chiaro ti spiego io cos’hanno combinato questi personaggi vergognosi:

approfittando del fatto che i parenti non sarebbero stati presenti alla chiusura della cassa, piuttosto che togliere il corpo dal sacco di nylon che era stato usato per portarlo dal luogo dell’incidente all’obitorio, vestirlo con gli abiti che la famiglia aveva consegnato all’impresa e collocarlo in maniera dignitosa all’interno della cassa di legno, avevano buttato nella cassa il sacco di nylon chiuso con le spoglie svestite del ragazzo all’interno.

Erano sicuri di farla franca perché non essendoci nessuno al momento della vestizione e collocazione dentro la bara, pensavano che nessuno se ne sarebbe accorto, visto che una volta chiusa la bara nessuno ne può vedere il contenuto.

Quello che non avevano calcolato è che il tempo passa e che prima o poi i nodi vengono al pettine…

Infatti passati 12 anni dal momento dell’inumazione (cioè della sepoltura nel terreno), il Comune ha disposto l’esumazione per liberare il posto nel Camposanto e dare spazio alle nuove sepolture, quindi è stato eseguito lo scavo ed è stata aperta la cassa, dove addetti e parenti hanno scoperto l’incresciosa situazione.

Il corpo nudo del ragazzo aveva subito un processo di saponificazione proprio perché essendo chiuso nel nylon il normale processo di decomposizione non era potuto avvenire per la mancanza di aria.

I vestiti erano stati messi dentro alla bara in una sportina e non messi addosso al ragazzo.

In poche parole: una mancanza di rispetto sia nei confronti della dignità umana, sia nei confronti delle regole di polizia mortuaria sul confezionamento dei feretri e delle salme.

Naturalmente i famigliari hanno fatto causa all’impresa e i successivi processi hanno stabilito l’evidente e vergognosa negligenza da parte dell’impresa funebre.

Quello di cui personalmente mi stupisco è che quest’impresa, di cui tutti conoscono il nome, continua ad essere scelta da numerose famiglie.

Prova ad immaginare il trauma che ha vissuto questa famiglia: scoprire dopo 12 anni che il proprio figlio è stato sepolto nudo dentro ad un sacco di nylon e che la mineralizzazione (cioè il processo per cui del corpo rimangono solo le ossa) non è potuta avvenire per la pigrizia di questi personaggi, che non hanno avuto la voglia e la decenza di sistemarlo come avrebbe meritato.

Certamente questa famiglia è stata ingannata e mai avrebbe pensato di vedere la propria fiducia tradita in questo modo, ma tutti quelli che hanno continuato ad affidarsi a questi miserabili anche dopo aver scoperto questa porcheria, che cos’hanno nella testa e nel cuore?

Se ci tieni ad un tuo caro lo affidi a personaggi dalla reputazione irrimediabilmente rovinata o ad un’azienda seria, professionale ed affidabile?

Evidentemente per molti basta risparmiare 100 euro per mettersi nelle mani dei peggiori sciacalli…

Io ti auguro di averne bisogno il più tardi possibile, ma quando ti troverai a dover scegliere un’impresa funebre, ti prego, informati bene su chi incaricherai per un compito così importante, le conseguenze di un comportamento non adeguato da parte dell’impresa di onoranze possono essere devastanti nell’elaborazione del lutto.

A volte può bastare molto poco per causare dei traumi, come ad esempio mi ha scritto questa persona:

scandalo chioggia

Ti saluto e ti aspetto al prossimo articolo

Se hai domande scrivimi nei commenti oppure in privato su andrea@ciprianileonoranze.com, sarò lieto di risponderti.

A presto

Andrea

 

 

 

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